Azerbaijan: un itinerario autunnale tra Baku, Gobustan, Khinalug e Shaki

Cosa vedere in Azerbaijan? Un viaggio che parte da Baku, tra Città Vecchia e grattacieli futuristici, e prosegue verso i petroglifi di Gobustan, il fuoco perenne di Yanar Dag, il villaggio di Khinalug a 2.300 metri, la Via della Seta di Shaki e i paesaggi alpini di Ganja e del Lago Goygol. Il tutto a quattro ore e mezza di volo dall’Italia.

itinerario AzerbaijanSituato nel Caucaso meridionale, al crocevia strategico tra Europa orientale e Asia occidentale, l’Azerbaijan si estende dalle vette del Gran Caucaso fino alle rive del Mar Caspio.

Caratterizzato da un netto contrasto tra pianure e catene montuose, il Paese ha una superficie pari a circa un quarto di quella italiana ed è una delle destinazioni più affascinanti e ancora da scoprire del panorama turistico. Si raggiunge facilmente in circa quattro ore e mezza grazie ai voli diretti operati da Azerbaijan Airlines (da Milano) e Wizz Air (da Roma).

La porta d’accesso ideale è la capitale Baku, metropoli adagiata sul Mar Caspio dove l’eredità dell’antica Via della Seta convive armoniosamente con architettura e design d’avanguardia.

Grazie alla posizione centrale, Baku è il punto di partenza perfetto per un primo viaggio e una base ideale per itinerari a stella, che permettono di esplorare in giornata le principali attrazioni del Paese.

Il fuso orario è di sole tre ore in più rispetto all’Italia (due quando vige l’ora legale), e i cittadini italiani possono entrare con il visto elettronico (e-Visa), richiedibile online in pochi passaggi.

Il periodo migliore è da ottobre in avanti, quando il clima autunnale è mite e piacevole, perfetto per esplorare la capitale e i dintorni lontano dalla calura estiva.

Baku: il punto di partenza tra antico e moderno

Baku accoglie i viaggiatori con uno straordinario contrasto visivo. Il suo cuore pulsante è Icherisheher, la Città Vecchia: un labirinto di vicoli racchiuso da mura medievali e riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Al suo interno spicca il Palazzo degli Shirvanshah, ex residenza dell’omonima dinastia e oggi complesso architettonico che comprende una moschea, un mausoleo e un hammam.

A pochi passi si trova la Torre della Vergine (Maiden Tower), monumentale torre in pietra alta circa 29 metri, famosa per la sua forma a “cilindro con sperone” e per i misteri che ne circondano l’epoca di costruzione. Oggi ospita un museo che racconta l’evoluzione della storia di Baku.

Nella capitale azera il passato convive con la modernità delle Flame Towers, i tre grattacieli a forma di fiamma che la sera dominano lo skyline con spettacolari illuminazioni a LED, e dell’Heydar Aliyev Center, capolavoro futurista dalle linee fluide firmato dall’architetta Zaha Hadid.

itinerario AzerbaijanParco Nazionale di Gobustan: archeologia e natura geologica

Per partire alla scoperta del Paese, si può puntare a sud, verso il paesaggio quasi lunare di Gobustan, raggiungibile in appena un’ora d’auto da Baku percorrendo la strada costiera.

L’escursione di mezza giornata regala un tuffo nella preistoria grazie alle oltre 6.000 incisioni rupestri protette dall’UNESCO, che raffigurano scene di vita quotidiana, guerrieri, animali, imbarcazioni, danze, battute di caccia, carovane di cammelli e molto altro.

Oltre alle incisioni, si possono esplorare i resti di caverne, insediamenti e siti di sepoltura utilizzati fino al Medioevo.

Tra le altre gemme della riserva spiccano l’iscrizione lasciata su roccia da un soldato romano di passaggio nel I secolo d.C. (la testimonianza romana più orientale mai ritrovata) e una pietra musicale lunga 2 metri chiamata gaval dash.

Per visitare al meglio l’area e raggiungere i surreali vulcani di fango in continua attività, è consigliabile affidarsi a un tour guidato in 4×4 con autista locale, mezzo indispensabile per i tratti sterrati della riserva.

Yanar Dag e Ateshgah: il fascino del fuoco perenne

Risalendo verso la penisola di Absheron, a soli quaranta minuti a nord di Baku, l’itinerario svela il profondo legame del Paese con il fuoco.

A Yanar Dag, nel villaggio di Mammadli, si trova la celebre “Montagna di Fuoco”: fiamme alimentate da gas naturale che bruciano ininterrottamente lungo la parete rocciosa da secoli e che, secondo la tradizione, furono descritte già da Marco Polo nel XIII secolo.

Questo percorso, che include anche il vicino Tempio del Fuoco di Ateshgah, richiede circa mezza giornata. Il consiglio è di arrivare al tramonto: con il calare della sera l’impatto visivo delle fiamme diventa ancora più suggestivo.

Khinalug: avventura e tradizioni millenarie nel Gran Caucaso

Arroccato a oltre 2.300 metri di altitudine tra le imponenti vette del Gran Caucaso, nel distretto nord-orientale di Quba e a circa quattro ore da Baku, Khinalug è un villaggio ancora oggi abitato, dove vivere un’autentica esperienza di ecoturismo e ospitalità rurale nelle homestay locali.

Inserito nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 2023 per il suo paesaggio culturale transumante, l’insediamento incanta con le sue caratteristiche case in pietra sovrapposte a gradoni lungo i pendii scoscesi.

I suoi abitanti costituiscono un gruppo etnico unico, che ha conservato per millenni tradizioni ancestrali e una propria lingua non scritta, distinta dall’azero. Oltre a essere un punto di partenza privilegiato per escursioni e trekking d’alta quota, Khinalug ospita un piccolo Museo Etnografico con manoscritti e tappeti artigianali.

Shaki: storia e artigianato lungo la Via della Seta

Spostandosi verso l’interno, incastonata tra i rilievi del Caucaso, sorge Shaki, a circa quattro ore e mezza da Baku in auto o in treno veloce.

L’antica città merita un soggiorno di un paio di giorni per ammirare con calma il Palazzo del Khan, circondato da platani secolari e costruito nei primi anni Sessanta del Settecento come sede amministrativa dei khan.

Oggi sito UNESCO, è rinomato per le vetrate colorate (shebeke) realizzate a mano senza chiodi né colla.

Il suggerimento è di pernottare in un antico caravanserraglio medievale riconvertito in hotel e di assaggiare la tipica Sheki Halva nei laboratori artigianali del centro.

Ganja e il Lago Goygol: paesaggi alpini e gastronomia regionale

L’itinerario si conclude a ovest, a Ganja, seconda città del Paese, collegata a Baku in circa quattro ore da un moderno treno ad alta velocità.

Dedicando due giorni a questo territorio, dopo una passeggiata tra i monumenti storici come la Moschea di Shah Abbas, si può noleggiare un mezzo locale per salire al Parco Nazionale del Lago Goygol e fare un trekking leggero attorno alle acque trasparenti del bacino alpino, circondato da fitte foreste.

Il viaggio si chiude a tavola, assaporando i piatti della tradizione gastronomica del Caucaso occidentale nei ristoranti della zona.

(S.R.)

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