Viaggio d’autunno in Azerbaijan: da Baku al Grande Caucaso, tra modernità, antiche meraviglie e tanti eventi. Itinerario tra architettura, natura, tradizioni millenarie, modernità ed eventi sportivi, a sole quattro ore e mezza di volo dall’Italia. Ecco cosa vedere.

C’è un’Azerbaigian che sorprende già al primo sguardo. È quello delle grandi distanze geografiche concentrate in un territorio relativamente compatto: in poche ore si passa dalla modernità di Baku, affacciata sul Mar Caspio, alle incisioni rupestri di migliaia di anni fa, dai paesaggi quasi lunari di Gobustan alle montagne del Gran Caucaso, fino ai villaggi dove sopravvivono tradizioni e lingue ancestrali.
Situato nel Caucaso meridionale, tra Europa orientale e Asia occidentale, il Paese si estende dalle montagne del Gran Caucaso alle coste del Mar Caspio. La superficie è circa un quarto di quella italiana, ma la varietà dei paesaggi e delle esperienze che offre è sorprendentemente ampia.
L’autunno rappresenta uno dei periodi più interessanti per scoprirlo: le temperature diventano più piacevoli rispetto ai mesi estivi e permettono di alternare visite culturali, escursioni e itinerari nella natura.
A rendere ancora più interessante la stagione è inoltre un calendario di eventi internazionali che porta a Baku sport, musica, cinema e arte.
Viaggio d’autunno in Azerbaijan: ecco cosa vedere
Raggiungere l’Azerbaigian dall’Italia è relativamente semplice grazie ai collegamenti aerei diretti operati da Azerbaijan Airlines da Milano e da Wizz Air da Roma, con un tempo di volo di circa quattro ore e mezza.
La capitale Baku è il punto di partenza più naturale per organizzare il viaggio. La sua posizione permette infatti di costruire diversi itinerari, utilizzandola come base per escursioni giornaliere oppure iniziando da qui un percorso più lungo verso nord, ovest e sud del Paese.
Per i viaggiatori italiani, l’ingresso è agevolato dalla possibilità di richiedere online il visto elettronico (e-Visa). Anche il fuso orario è contenuto: l’Azerbaigian è generalmente tre ore avanti rispetto all’Italia, che diventano due durante il periodo dell’ora legale italiana.
Baku, dove la Via della Seta incontra l’architettura contemporanea
Il primo incontro con l’Azerbaigian passa quasi inevitabilmente da Baku, una capitale dal carattere fortemente scenografico, dove la storia convive con architetture avveniristiche.
Il cuore storico è la Icherisheher, la Città Vecchia racchiusa all’interno di mura medievali e riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale. Passeggiare tra i suoi vicoli significa entrare nella parte più antica della capitale, tra edifici in pietra, cortili e testimonianze della lunga storia commerciale della città, legata anche alle rotte della Via della Seta.
Tra i monumenti più importanti c’è il Palazzo dei Shirvanshah, antica residenza della dinastia degli Shirvanshah e oggi complesso architettonico che comprende, tra gli altri elementi, una moschea, un mausoleo e un hammam.
Poco distante si trova la Maiden Tower, la Torre della Vergine, uno dei simboli di Baku. La costruzione in pietra, alta circa 29 metri, presenta una caratteristica forma cilindrica con sperone e custodisce un museo dedicato alla storia e all’evoluzione della città.
La Baku contemporanea
Poi basta cambiare prospettiva per ritrovarsi nella Baku contemporanea. Lo skyline è dominato dalle Flame Towers, tre grattacieli dalla caratteristica forma di fiamma che dopo il tramonto si trasformano grazie alle illuminazioni a LED.
Ancora più sorprendente è l’Heydar Aliyev Center, progettato dall’architetta Zaha Hadid. Le sue superfici bianche e fluide, prive di una rigida separazione tra pareti e coperture, sono diventate una delle immagini più riconoscibili della capitale.
Baku merita almeno due o tre giorni: abbastanza per alternare la visita alla Città Vecchia, i musei, i boulevard sul Caspio, l’architettura contemporanea e la gastronomia locale.
Gobustan: un viaggio nella preistoria a un’ora dalla capitale
Da Baku si può poi puntare verso sud, lungo la strada costiera, per raggiungere in circa un’ora di automobile il Parco Nazionale di Gobustan.
Il paesaggio cambia radicalmente e assume un aspetto quasi lunare. La vera attrazione della riserva sono le oltre 6.000 incisioni rupestri riconosciute dall’UNESCO, che raccontano attraverso immagini incise nella roccia la vita delle popolazioni che hanno abitato questa regione nel corso dei millenni.
Le raffigurazioni comprendono animali, guerrieri, scene di caccia, danze, imbarcazioni, carovane di cammelli e momenti della vita quotidiana. Accanto alle incisioni si trovano inoltre resti di caverne, insediamenti e siti di sepoltura utilizzati fino al Medioevo.
Tra le testimonianze più singolari c’è un’iscrizione lasciata da un soldato romano nel I secolo d.C., considerata la testimonianza romana più orientale mai ritrovata.
Un’altra curiosità è il gaval dash, una grande pietra musicale lunga circa due metri che, se colpita in determinati punti, produce suoni particolari.
L’escursione può proseguire fino ai vulcani di fango, uno degli elementi più insoliti del paesaggio di Gobustan. Per raggiungerli è consigliabile affidarsi a un tour in 4×4 con autista locale, soprattutto per affrontare i tratti sterrati e arrivare nelle zone più remote della riserva.
Yanar Dag e Ateshgah: sulle tracce del fuoco sacro
Dal paesaggio arido di Gobustan si può tornare verso nord e raggiungere la penisola di Absheron, dove il fuoco diventa il filo conduttore di un altro itinerario.
A circa 40 minuti da Baku si trova Yanar Dag, la “Montagna di Fuoco”. Qui il gas naturale che fuoriesce dalla parete rocciosa alimenta fiamme che bruciano ininterrottamente. Il fenomeno è legato alla particolare conformazione geologica della penisola e ha contribuito nei secoli alla fama dell’Azerbaigian come terra del fuoco.
La tradizione vuole che il fenomeno fosse già conosciuto dai viaggiatori medievali e che fosse descritto anche nei racconti attribuiti a Marco Polo.
La visita può essere abbinata al vicino Ateshgah, il Tempio del Fuoco, luogo legato alla tradizione zoroastriana e alla storia delle comunità che per secoli hanno venerato il fuoco in questa regione.
Il momento migliore per arrivare a Yanar Dag è il tramonto: con la luce che diminuisce, le fiamme diventano progressivamente più evidenti e l’esperienza assume un’atmosfera particolare.
Khinalug, il villaggio tra le montagne del Caucaso
Per cambiare completamente scenario bisogna dirigersi verso nord. A circa quattro ore da Baku, nel distretto di Quba, si trova Khinalug, uno degli insediamenti più spettacolari dell’Azerbaigian.
Il villaggio sorge a oltre 2.300 metri di altitudine, tra le montagne del Gran Caucaso. Le abitazioni in pietra sembrano arrampicarsi una sull’altra lungo i pendii, creando un paesaggio architettonico perfettamente integrato con la montagna.
Khinalug è anche un luogo dove il patrimonio culturale ha mantenuto una forte identità. Gli abitanti appartengono a un gruppo etnico distinto e hanno conservato per generazioni tradizioni ancestrali e una propria lingua non scritta, diversa dall’azero.
Nel 2023 il paesaggio culturale di Khinalug e la Via della Transumanza sono entrati nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Qui il viaggio cambia ritmo. Si può pernottare nelle homestay locali, conoscere più da vicino la vita delle comunità montane e utilizzare il villaggio come base per trekking ed escursioni d’alta quota.
Da vedere anche il piccolo Museo Etnografico, che conserva manoscritti, oggetti della vita quotidiana e tappeti artigianali.
Shaki, la città della Via della Seta
Un altro capitolo del viaggio conduce verso l’interno, ai piedi del Caucaso, fino a Shaki, antica città collegata alla storia delle rotte commerciali della Via della Seta.
Da Baku occorrono circa quattro ore e mezza, in automobile o con i collegamenti ferroviari disponibili, e vale la pena fermarsi almeno un paio di giorni.
Il punto di riferimento è il Palazzo del Khan, costruito nella seconda metà del Settecento come sede amministrativa dei khan di Shaki. Oggi il complesso è parte del sito UNESCO ed è particolarmente noto per le shebeke, preziose vetrate geometriche colorate realizzate artigianalmente senza l’impiego di chiodi o colla.
La città offre inoltre l’opportunità di vivere un tipo di ospitalità strettamente legato alla sua storia. Una delle esperienze più caratteristiche è pernottare in un antico caravanserraglio medievale riconvertito in hotel, rievocando idealmente il viaggio dei mercanti che attraversavano la regione.
E poi c’è la gastronomia. Nei laboratori artigianali del centro si può assaggiare la Sheki Halva, specialità dolce della città, preparata secondo una tradizione locale.
Ganja e il Lago Goygol: l’altro volto dell’Azerbaigian
L’ultima tappa porta verso ovest, a Ganja, la seconda città più grande del Paese. La capitale è collegata a Ganja anche da un moderno treno ad alta velocità, con un viaggio di circa quattro ore.
La città merita una visita per il suo patrimonio storico e architettonico, a partire dalla Moschea di Shah Abbas, costruita nel XVII secolo.
Ganja può inoltre diventare la base per esplorare uno degli scenari naturali più belli dell’Azerbaigian: il Parco Nazionale del Lago Goygol.
Il lago si trova in un paesaggio montano caratterizzato da fitte foreste e rilievi, con acque particolarmente limpide. Una volta raggiunta la zona, si possono organizzare passeggiate e trekking leggeri lungo i sentieri che circondano il bacino.
È una tappa interessante anche dal punto di vista gastronomico: dopo l’escursione, i ristoranti della regione permettono di scoprire le specialità della cucina del Caucaso occidentale.
Perché scegliere l’autunno
L’autunno è particolarmente adatto a un viaggio in Azerbaigian per la possibilità di combinare città, siti archeologici, montagne e attività all’aperto senza affrontare le temperature più elevate dell’estate.
È inoltre una stagione ricca di appuntamenti internazionali.
Dal 24 al 26 settembre 2026, Baku ospiterà il Gran Premio dell’Azerbaigian di Formula 1 sul Baku City Circuit, un tracciato cittadino che attraversa il tessuto urbano della capitale, passando accanto alle mura medievali e arrivando fino al lungomare del Mar Caspio. Il programma musicale prevede anche le esibizioni di Calvin Harris e Katy Perry.
Dal 4 al 10 ottobre sarà invece la volta dei Senior World Judo Championships 2026, ospitati dalla National Gymnastics Arena di Baku.
La seconda parte di ottobre guarda alla cultura: dal 21 al 31 ottobre è in programma il Baku International Film Festival, seguito dal Baku International Arts Festival, dal 28 ottobre all’8 novembre.
Un viaggio tra mondi diversi
Il fascino dell’Azerbaigian sta soprattutto nella sua capacità di cambiare volto rapidamente. Baku racconta la modernità e il rapporto con il Caspio; la Città Vecchia conserva le tracce della Via della Seta; Gobustan riporta indietro nella preistoria; Absheron racconta l’antico legame con il fuoco; Khinalug custodisce una cultura montana ancora fortemente identitaria; Shaki conserva l’eredità dei caravanserragli e delle rotte commerciali; Ganja e Goygol mostrano invece il volto più verde e montano del Paese.
Un itinerario che permette di attraversare, nell’arco di pochi giorni, storia, archeologia, natura, gastronomia e cultura contemporanea. E che rende l’Azerbaigian una destinazione ancora relativamente fuori dai circuiti più battuti, soprattutto per chi cerca un viaggio nel Caucaso capace di sorprendere a ogni tappa.
(S.R.)
Shaki, la città della Via della Seta