Sette giorni senza notifiche, social e schermi: Airbnb ha messo alla prova due gruppi di viaggiatori in Salento per capire cosa succede quando lo smartphone resta davvero in valigia. Il risultato racconta una vacanza fatta di conversazioni, tempo condiviso, sonno migliore e una ritrovata attenzione per ciò che accade intorno.
Cosa succede quando lo smartphone si spegne e rimane in valigia per un’intera settimana? È la domanda alla quale Airbnb ha cercato di rispondere con “In vacanza, per davvero”, un’esperienza che ha coinvolto due gruppi di viaggiatori selezionati tra le 8.600 candidature ricevute da tutta Italia.
Per sette giorni, i partecipanti hanno soggiornato in una masseria nel cuore del Salento, lasciando fuori dalla porta notifiche, social network e schermi.
Al loro posto sono rimasti pranzi condivisi, conversazioni, tempo trascorso insieme e la possibilità di vivere la destinazione con un ritmo diverso.
A partire sono stati una famiglia altoatesina, composta da genitori, figli e cognati con differenti abitudini nei confronti della tecnologia, e un gruppo di amici oggi trentenni, legati da un’amicizia nata ai tempi della maturità.
Vacanze offline e digital detox: spegnere lo smartphone diventa parte del viaggio
Per Elisa, che ha candidato la propria famiglia, l’idea era quella di regalare ai suoi cari una settimana da vivere insieme senza telefoni, social e distrazioni. Una famiglia affiatata, con personalità diverse, discussioni animate e una passione comune per le occasioni di ritrovo e di festa.
Matteo ha invece coinvolto gli amici con cui aveva condiviso proprio in Salento il viaggio della maturità.
Tornare nello stesso angolo d’Italia anni dopo, questa volta senza smartphone, è diventato così un modo per aggiungere nuovi ricordi a una storia iniziata allora.
Disconnettersi per riconnettersi
La sorpresa, racconta Airbnb, è arrivata fin dai primi giorni: disconnettersi è stato più naturale del previsto.
La sensazione più diffusa non è stata infatti l’ansia provocata dall’assenza del telefono, ma un inaspettato senso di sollievo.
La maggior parte dei partecipanti si è descritta come più leggera e presente, riferendo anche alcuni benefici sul piano fisico, come dormire meglio o sentirsi più energici.
Nel gruppo familiare c’è chi racconta di non aver mai sentito la mancanza del telefono e chi ha utilizzato il tempo senza distrazioni per approfondire il rapporto con la famiglia della propria compagna.
Anche per il gruppo di amici l’assenza di notifiche e social non avrebbe provocato particolare FOMO, cioè la sensazione di stare perdendo qualcosa mentre gli altri sono connessi. A mancare, piuttosto, è stata la possibilità di sentire la voce dei propri cari.
Tra i momenti più apprezzati sono emersi soprattutto quelli apparentemente più semplici: una serata trascorsa a chiacchierare e un pasto condiviso, occasioni che normalmente possono essere interrotte da notifiche, messaggi e controlli dello smartphone.
Al rientro, quasi tutti i partecipanti hanno raccontato di voler cambiare il proprio rapporto con l’iperconnessione.
Il digital detox come nuova abitudine
A commentare l’esperienza è stato Luca Bernardelli, psicologo e divulgatore, che studia l’impatto di intelligenza artificiale, realtà virtuale e iperconnessione sul benessere.
Secondo Bernardelli, viviamo in una condizione di reperibilità e sollecitazione continua che il nostro sistema nervoso non sarebbe progettato per sostenere a lungo e che spesso non riconosciamo come problematica fino a quando non ne sperimentiamo l’assenza.
L’esperienza in Salento, secondo lo psicologo, ha permesso ai partecipanti di osservare più chiaramente lo spazio occupato dalla tecnologia nella mente, nelle relazioni e nei momenti di riposo.
La capacità di disconnettersi può quindi diventare una competenza quotidiana, con l’idea di sottrarre agli schermi alcuni momenti della giornata: dal sonno ai pasti, dal tempo con le persone care al contatto con la natura.
Il viaggio, in questo senso, può diventare un’occasione particolarmente favorevole per ridurre volontariamente la connessione digitale e recuperare attenzione verso il luogo in cui ci si trova.
Quando il Wi-Fi non è una priorità
La voglia di rallentare e di trascorrere qualche giorno lontano dalla connessione sembra riflettersi anche nelle scelte di viaggio.
Secondo i dati Airbnb, le ricerche verso destinazioni dove il Wi-Fi non è sempre garantito sono cresciute del 20% rispetto al 2025. Tra le città da cui partono più ricerche c’è Milano, seguita da Roma e Firenze: un dato che suggerisce come la ricerca di un ritmo diverso possa partire proprio dai grandi centri urbani.
Non si tratta necessariamente di rinunciare alla tecnologia per l’intera vacanza, ma di scegliere consapevolmente luoghi nei quali la connessione non sia il centro dell’esperienza.
Una casa immersa nella natura, un borgo senza traffico, uno chalet in montagna o un’isola raggiungibile soltanto via acqua possono diventare così occasioni per cambiare temporaneamente abitudini.
Airbnb ha raccolto alcune proposte italiane nelle quali il Wi-Fi non è scontato.
Un rifugio a Monte Isola con vista sul lago
A Peschiera Maraglio, nel cuore di Monte Isola, questo luminoso loft con arredi shabby chic si affaccia sul lago d’Iseo. Monte Isola, la più grande isola lacustre d’Europa, è raggiungibile soltanto in traghetto ed è priva di auto.
Legno, luce naturale e una terrazza panoramica contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta, mentre un’amaca in giardino invita a rallentare. Spiaggia, negozi e ristoranti sono comunque a pochi passi.
Qui il digital detox può coincidere semplicemente con una giornata trascorsa a osservare il lago, passeggiare nel borgo e lasciarsi alle spalle il ritmo della città.
Uno chalet tra le montagne della Valtellina
A 1.100 metri di altitudine, nel cuore della Valtellina, questo chalet è immerso nel paesaggio delle Alpi Retiche e Orobiche.
Pietra, legno, stufa a legna, terrazzo, patio con barbecue e giardino contribuiscono a creare un ambiente pensato per vivere la montagna anche lontano dagli schermi. Qui non c’è Wi-Fi e la giornata può essere dedicata a escursioni, mountain bike oppure semplicemente alla contemplazione del panorama.
Una soluzione per chi associa la pausa dalla connessione a un soggiorno attivo nella natura.
Un antico casale nella natura a Firenzuola
A Coniale, frazione di Firenzuola (Firenze), nella valle del Santerno tra Toscana e Romagna, un antico casale del Seicento-Settecento è stato trasformato in un appartamento che conserva elementi della struttura originale, tra pietra, stufa a legna e ambienti accoglienti.
La posizione, immersa negli Appennini Tosco-Romagnoli e vicina al fiume Santerno, offre giardino, piazzetta e barbecue. Da qui è possibile partire per passeggiate ed escursioni, alternando attività all’aria aperta a momenti di quiete.
Una pausa tra le montagne di Roccabruna
A Roccabruna, in provincia di Cuneo, questa baita su due livelli offre un rifugio immerso in un contesto naturale.
La casa dispone di cucina, soggiorno e un caratteristico soppalco con posti letto, mentre il giardino privato diventa lo spazio per vivere la quiete della valle. La posizione permette inoltre di partire direttamente alla scoperta dei sentieri e dei paesaggi montani della zona.
Un soggiorno in cui il tempo può essere scandito dalle passeggiate e dalla natura, più che dalle notifiche dello smartphone.
Una settimana per ritrovare il tempo
L’esperimento di Airbnb racconta, in fondo, qualcosa che va oltre la semplice rinuncia allo smartphone. Il vero cambiamento sembra riguardare il modo di abitare il tempo durante una vacanza: sedersi a tavola senza controllare lo schermo, parlare senza interruzioni, dormire senza notifiche, osservare un paesaggio senza l’urgenza di fotografarlo o condividerlo.
Non è necessario trasformare ogni viaggio in un digital detox totale. A volte può bastare scegliere una destinazione dove la connessione è meno presente, lasciare il telefono spento per qualche ora o riscoprire il piacere di una giornata costruita attorno a ciò che accade davvero intorno a noi.
Perché una vacanza, qualche volta, può iniziare proprio quando lo smartphone smette di dirci cosa sta succedendo nel resto del mondo.
(S.R.)
Il digital detox come nuova abitudine