Nel cuore dell’Alta Murgia, Andria celebra l’olio extravergine DOP Terra di Bari “Castel del Monte” con QOCO – Un Filo d’Olio nel Piatto: due giorni tra alta cucina, chef internazionali, cene a quattro mani, degustazioni e itinerari turistici tra Castel del Monte, architetture ipogee e sapori iconici come la Burrata di Andria IGP.

Ulivi a perdita d’occhio. Osservato dall’alto colle su cui svetta Castel del Monte – la celebre fortezza ottagonale del XIII secolo voluta da Federico II e oggi Patrimonio Mondiale UNESCO – il territorio di Andria appare come una distesa verde continua, una vera foresta di ulivi secolari.
È qui, nel cuore dell’Alta Murgia, che nasce una delle eccellenze più identitarie della Puglia: l’olio extravergine d’oliva DOP Terra di Bari “Castel del Monte”, massima espressione di un territorio dove la cultivar autoctona Coratina regna sovrana e dà vita a un olio intenso, strutturato, dal carattere deciso.
Ed è proprio ad Andria – uno dei territori più olivetati d’Europa – che il 27 e 28 febbraio si svolgerà la XVII edizione di QOCO – Un Filo d’Olio nel Piatto, evento gastronomico che celebra l’uso sapiente dell’olio EVO nelle creazioni d’autore.
QOCO, il festival che celebra l’olio EVO come ingrediente protagonista
Dal 1999, QOCO rinnova la sua missione di valorizzare il territorio andriese e il suo prodotto simbolo, ribadendolo anche in questa edizione grazie alla sinergia tra l’Amministrazione Comunale – Assessorato alle Radici, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Slow Food Puglia e numerose altre istituzioni, enti e realtà pubbliche e private.
Il concorso vedrà sfidarsi 10 giovani chef provenienti da tutto il mondo, selezionati da Slow Food Puglia tra i Cuochi dell’Alleanza: professionisti con culture gastronomiche differenti, uniti però da un obiettivo comune, la tutela della biodiversità agroalimentare e la salvaguardia dei saperi tradizionali.
La sfida sarà ideare e presentare piatti in cui l’olio extravergine non sia un semplice condimento, ma un ingrediente protagonista, capace di definire e valorizzare l’identità del piatto.
Una giuria d’eccezione presieduta da Oscar Farinetti
A valutare i cuochi in gara sarà una Giuria Tecnica presieduta da Oscar Farinetti e composta da nomi prestigiosi della ristorazione italiana, tra cui:
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Giuseppe Iannotti (Krèsios, 2 stelle Michelin)
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Felice Sgarra (Casa Sgarra, 1 stella Michelin)
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Mimmo Soranno (Langosteria)
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Antonello Magistà (Pashà, 1 stella Michelin)
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Domenico Schingaro (Due Camini, 1 stella Michelin)
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Sebastiano Lombardi (Chalet d’Adrien, 1 stella Michelin)
Accanto alla giuria tecnica, sarà presente anche una Giuria di Opinione, presieduta dalla Sindaca di Andria Giovanna Bruno, con personalità del mondo istituzionale, culturale e gastronomico come Michele Sonnessa (Presidente ANCO), Mercedes Fernandes Albaladejo (COI), Francesco Paolicelli (Assessore Regionale all’Agricoltura), Francesco Sottile (Vicepresidente Slow Food Italia), Marcello Longo (Presidente Slow Food Puglia) e altri rappresentanti di rilievo.
Cene di gemellaggio e piatti a quattro mani: il via venerdì 27 febbraio
La due giorni dedicata all’olio extravergine d’oliva si aprirà venerdì 27 febbraio con uno degli appuntamenti più attesi: le Cene di Gemellaggio.
I 10 chef in gara uniranno le forze con altrettanti chef locali, ospiti dei ristoranti del territorio, per realizzare una ricetta del Paese di origine rigorosamente “a quattro mani”.
Piatti che resteranno poi in carta anche nelle settimane successive, trasformando l’evento in un’esperienza gastronomica estesa e accessibile anche a chi arriverà ad Andria dopo il festival.
La sfida culinaria a Villa Carafa: sabato 28 febbraio
La gara entrerà nel vivo sabato 28 febbraio nella suggestiva cornice di Villa Carafa, dove i cuochi si confronteranno nella preparazione di un piatto creativo.
I criteri di valutazione saranno l’originalità, l’equilibrio dei sapori e la capacità innovativa nell’utilizzo dell’olio EVO di qualità, ingrediente principe della manifestazione.
Degustazioni, Oil Bar e brindisi finale in piazza Catuma
La XVII edizione di QOCO si chiuderà ufficialmente sabato sera nella centralissima piazza Catuma, al termine di una giornata dedicata alla proclamazione pubblica dei vincitori, alle degustazioni di olio nuovo presso un ricco Oil Bar, al buon cibo e all’intrattenimento musicale.
E per chiudere in pieno stile pugliese, il brindisi finale sarà con un calice di robusto Nero di Troia locale.
Alla scoperta di Andria e del territorio: la città dei tre campanili
QOCO è anche un’ottima occasione per scoprire Andria, nota come la “città dei tre campanili”. Un centro storico affascinante, fatto di stradine, vicoli e piazzette, antichi palazzi nobiliari, insediamenti rupestri e chiese rinascimentali.
La città sorge nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e custodisce una rete di percorsi ipogei, strutturati attorno a una costellazione di architetture sotterranee visitabili, che vanno dall’età tardo-romana al basso medioevo.
Castel del Monte, il capolavoro di Federico II
A dominare il paesaggio è naturalmente Castel del Monte, uno dei monumenti più enigmatici e iconici d’Italia, vero lascito di Federico II all’umanità intera.
Il castello si erge in cima a un colle isolato e stupisce per la precisione geometrica e l’incredibile ricorrenza del numero otto: oltre alla pianta ottagonale, sono otto le torri esterne, otto le stanze per piano e persino otto i fiori sulla cornice d’ingresso.
Alta Murgia, il Geoparco UNESCO: trekking e natura lontano dalle spiagge
Il territorio andriese si colloca all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, area proclamata recentemente Geoparco Mondiale UNESCO, il dodicesimo in Italia.
Lontano dalle spiagge affollate, questo altopiano regala un’esperienza di viaggio diversa: escursioni nella natura, silenzi profondi e testimonianze storiche di grande valore, in un paesaggio che alterna uliveti, pietra calcarea, masserie e sentieri.
Cosa mangiare ad Andria: non solo olio EVO
La Puglia custodisce circa 60 milioni di alberi di ulivo, un patrimonio di biodiversità unico al mondo che si traduce in una ricchezza organolettica e sensoriale straordinaria.
E Andria, tanto per rendere l’idea, è in grado di produrre una quantità di olio paragonabile a quella di un’intera regione come la Toscana.
Ma l’enogastronomia andriese non si ferma all’olio.
Burrata di Andria IGP: l’eccellenza casearia simbolo del territorio
La città ospita il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della Burrata di Andria IGP, uno dei prodotti più amati della tradizione pugliese.
La storia della burrata nasce dall’ingegno di un “massaro” della zona e risale ai primi decenni del Novecento.
In un’epoca priva di moderne tecnologie di refrigerazione, si racconta che durante una copiosa nevicata che bloccò le vie di comunicazione, un casaro ebbe l’intuizione di evitare lo spreco della panna affiorata dal latte e di conservare i residui della lavorazione della pasta filata, creando un involucro capace di custodire un cuore cremoso.
Ancora oggi è uno spettacolo osservare i casari all’opera e scoprire l’antica arte della lavorazione manuale della burrata: la pasta filata viene “strappata” in sfilacci e miscelata con panna fresca, dando vita a un ripieno morbido e inconfondibile.
Il confetto di Andria e la “Petresciata”: la tradizione dolce della città
Da non perdere è anche la tradizione dolciaria di Andria, dove un posto d’onore spetta alla produzione artigianale di confetti.
Un secolo fa, le future spose non venivano omaggiate con chicchi di riso, come avviene oggi, ma con la “Petresciata”: una pioggia di confetti simbolo di fecondità e buon auspicio, fatta cadere sul capo delle ragazze dai fidanzati.
Le future suocere, invece, donavano alle promesse spose un cesto colmo di confetti di ogni tipo.
Il segreto del successo del confetto di Andria sta nella selezione rigorosa delle materie prime e nella maestria delle lavorazioni: mandorle di Puglia, nocciole del Piemonte e ingredienti d’eccellenza diventano protagonisti di specialità note anche a livello nazionale e internazionale.
Museo del Confetto: una tappa curiosa e unica nel Sud Italia
Tappa obbligatoria è il Museo Andriese del Confetto, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nelle sue sale – unico museo del genere nel Sud Italia – si racconta la storia della produzione di confetti e cioccolato attraverso utensili, stampi, documenti e antichi macchinari.
Proprio questi ultimi, testimoni di un’archeologia industriale ormai scomparsa, rappresentano uno dei punti più affascinanti della collezione.
Vini e specialità locali: Nero di Troia, taralli e Trenocelle
Il paniere dei prodotti tipici andriesi è ricco e sorprendente. Tra le specialità da provare:
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fiordilatte, caciocavallo, scamorze e ricotta
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i vini autoctoni Nero di Troia e Bombino
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prodotti da forno come calzone di cipolla, focaccia e taralli
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carne di cavallo affumicata
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pasticceria di mandorla
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lo storico cestino gelato “Trenocelle”
Un itinerario gastronomico che rende Andria una meta ideale per chi ama viaggiare attraverso i sapori.
Informazioni utili su QOCO
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Programma completo di QOCO – Un Filo d’Olio nel Piatto: www.qoco.info
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È possibile partecipare alle Cene di Gemellaggio del 27 febbraio contattando direttamente i ristoranti ospitanti. La lista con l’indicazione della nazione abbinata sarà disponibile su www.qoco.info