Dalla colazione al fine dining: il Borgo dei Gatti fa dell’Oltrepò Pavese una nuova meta gastronomica. A Golferenzo, uno dei borghi più belli d’Italia, il progetto fondato da Luigi Brega integra albergo diffuso, cucina contemporanea, forno a legna, prodotti locali e fine dining in un racconto unitario di territorio. La parola allo chef Fabrizio Ferrari.
A Golferenzo, nell’Oltrepò Pavese, la cucina diventa una leva concreta di rigenerazione del borgo.
Succede al Borgo dei Gatti, primo albergo diffuso certificato della Lombardia, dove l’esperienza gastronomica accompagna l’ospite per l’intera giornata: dalla colazione alla cena, fino al dopocena, dentro un modello di accoglienza che tiene insieme ospitalità, territorio e ricerca.
Nato dal desiderio del founder Luigi Brega di riportare vita nei luoghi della sua infanzia, il progetto non si limita a recuperare spazi storici, ma li rimette in relazione attraverso il gusto.
La gastronomia diventa il filo conduttore che attraversa il borgo: un modo per raccontare l’Oltrepò Pavese attraverso materia prima, vino, cucina contemporanea e convivialità, trasformando il soggiorno in un’esperienza radicata nel paesaggio e nella memoria del luogo.
Oltrepò Pavese, Borgo dei Gatti di Golferenzo si rivela una nuova meta gastronomica
«Dal mio arrivo ho lavorato per dare al progetto una direzione gastronomica chiara e riconoscibile», dichiara lo chef Fabrizio Ferrari.
«La Bütega, L’Olmo e La Corte non sono tre spazi accessori, ma tre identità complementari, pensate per accompagnare l’ospite in momenti diversi della giornata e del soggiorno.La Bütega è un piccolo emporio di selezione, costruito intorno ai prodotti e ai sapori più rappresentativi del territorio.
L’Olmo è un ristorante-pizzeria contemporaneo, con una proposta di qualità che oggi si rafforza ulteriormente grazie all’ingresso dello chef Ivan Milani. La Corte, invece, è il luogo in cui porto la mia idea di cucina nella sua forma più compiuta: un percorso libero, personale e diretto, che si esprime attraverso la carta e il menu degustazione».
La colazione in camera come rito identitario
Al Borgo dei Gatti la giornata comincia con uno dei gesti più riconoscibili del progetto: la colazione consegnata direttamente in camera.
Una scelta mantenuta fin dal 2019, anno di apertura dell’albergo diffuso, e diventata nel tempo un segno distintivo dell’ospitalità di Golferenzo, uno dei borghi più belli d’Italia.
Il servizio nasce dall’idea di recuperare una forma di accoglienza domestica e rurale, legata al gesto del cesto preparato e portato all’ospite, ma viene tradotto in una proposta gastronomica curata e quotidianamente variabile.
All’interno della box convivono preparazioni dolci e salate, con assaggi diversi ogni giorno: torte appena sfornate, croissant caldi, salumi, yogurt, formaggi locali e prodotti selezionati del territorio.
Non si tratta solo di un servizio in camera, ma del primo momento di racconto gastronomico della giornata.
La colazione diventa così un’estensione dell’identità del Borgo dei Gatti: un modo per introdurre l’ospite all’Oltrepò Pavese attraverso materia prima, cura artigianale e senso dell’accoglienza, trasformando il risveglio in una prima esperienza di relazione con il luogo.
L’Olmo, la trattoria di campagna che riparte da impasti e cucina di confine
A L’Olmo, prima insegna gastronomica del Borgo dei Gatti, l’arrivo dello chef Ivan Milani segna una nuova fase per il ristorante con forno a legna nato come trattoria di campagna.
La proposta conferma le pizze classiche, ma amplia il lavoro sugli impasti con tre nuove interpretazioni: il padellino, la morbida e la croccante, realizzate con lievito madre, farine macinate a pietra e topping di ricerca.
Il risultato è una pizza che dialoga in modo diretto con la cucina, come nel caso de La Lingua, con lingua di manzo, salsa verde e sugo d’arrosto, dove un riferimento della tradizione piemontese viene tradotto in chiave contemporanea attraverso struttura e consistenza.
Accanto al forno, la cucina si sviluppa in una carta di 5-6 proposte per portata, costruita su un’idea precisa di territorio di confine.
Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria entrano nella proposta come direttrici gastronomiche di un’area che continua a contaminarsi.
Tra i piatti, il Fritto di mare dell’Olmo con verdure di stagione, espressione di una cucina conviviale, tecnica e accessibile, pensata per raccontare l’Oltrepò Pavese attraverso le sue connessioni culturali.
La Bütega, un racconto di territorio tra salumi, formaggi e vini dell’Oltrepò
A La Bütega, cuore gastronomico e commerciale del Borgo dei Gatti, la merenda è pensata come un momento di racconto del territorio. Qui l’ospite può fermarsi per un caffè, un tè o un infuso in abbinamento alla pasticceria secca o alle torte, oppure godersi un aperitivo ai tavoli affacciati sulle colline pavesi.
La proposta valorizza alcune delle produzioni più rappresentative dell’Oltrepò e delle aree vicine: il Salame di Varzi, i prosciutti dei Capitelli, i formaggi de La Casera e quelli de Il Boscasso.
A completare l’esperienza, i vini delle Vigne dell’Angelo, cantina della stessa proprietà del Borgo, o le birre del Birrificio Oltrepò.
Più che un emporio, La Bütega è uno spazio di relazione tra ospitalità, prodotto e territorio. La sua selezione di eccellenze enogastronomiche locali e italiane trasforma la merenda in un’esperienza accessibile, concreta e fortemente identitaria, capace di portare dentro il borgo produttori, filiere e sapori dell’Oltrepò Pavese.
La Corte, il ristorante fine dining del Borgo dei Gatti firmato Fabrizio Ferrari
A La Corte, il ristorante fine dining del Borgo dei Gatti, l’executive chef Fabrizio Ferrari firma una cucina contemporanea, stagionale e leggibile, costruita sul rapporto tra tecnica, prodotto e memoria.
La sua ricerca lavora su tradizioni, ingredienti e riferimenti gastronomici spesso dimenticati, riportandoli in una forma attuale senza perdere riconoscibilità.
La proposta si articola in tre menu degustazione:
Il Viaggio, sette portate, attraversa i ricordi gastronomici dello chef con una particolare attenzione al pesce.
Terra di confine, in cinque portate, approfondisce il ruolo dell’Oltrepò Pavese come territorio di confine, dove Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria si incontrano e si contaminano.
Il Menu della Corte propone invece cinque portate dal taglio più conviviale, costruite intorno a ricette della tradizione rilette con precisione tecnica e sensibilità contemporanea.
Con La Corte, il Borgo dei Gatti completa il proprio racconto gastronomico, portando l’esperienza dell’albergo diffuso dentro una dimensione più alta, dove cucina d’autore, territorio e accoglienza diventano parte dello stesso progetto.
Borgo dei Gatti, il centro di una nuova geografia gastronomica dell’Oltrepò Pavese
Con il Borgo dei Gatti, Golferenzo non è solo lo scenario di un progetto di ospitalità diffusa, ma il centro di una nuova geografia gastronomica dell’Oltrepò Pavese.
La Bütega, L’Olmo e La Corte costruiscono un sistema complementare che attraversa l’intera giornata dell’ospite, trasformando prodotti locali, cucina contemporanea, forno a legna e fine dining in strumenti di racconto e valorizzazione del territorio.
È in questa visione che il primo albergo diffuso certificato della Lombardia consolida il proprio posizionamento: non un luogo in cui fermarsi soltanto a dormire o mangiare, ma una destinazione capace di riattivare il borgo attraverso l’accoglienza.
Sotto la guida dell’executive chef Fabrizio Ferrari e con il contributo di Ivan Milani, la tradizione dell’Oltrepò Pavese viene riletta come materia viva, aperta alle contaminazioni di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria, e restituita in una forma contemporanea, concreta e riconoscibile.
(S.R.)
L’Olmo, la trattoria di campagna che riparte da impasti e cucina di confine
La Corte, il ristorante fine dining del Borgo dei Gatti firmato Fabrizio Ferrari