Quattro strutture di Pila entrano nella Guida ai migliori mountain club d’Italia di Andrea Guolo (Morellini Editore): La Stella di Pila ottiene i «tre fiocchi gold», unica in Valle d’Aosta, insieme ad Alpenwood, Société Anonyme de Consommation e Yeti, gestiti da chi la conca la conosce da sempre. Si raggiungono dal centro di Aosta con la telecabina, aperte da inizio dicembre.

Il rifugio di montagna non è più soltanto una pausa tra una discesa e l’altra: sta diventando una meta in sé, frequentata anche da chi non scia. È la tesi della Guida ai migliori mountain club d’Italia di Andrea Guolo, edita da Morellini Editore, presentata a ottobre a Milano durante il Milano Mountain Show e in libreria dal 30 ottobre.
Tra i 109 indirizzi selezionati in 32 aree sciistiche ce ne sono quattro a Pila, e a gestirli sono persone che la conca la conoscono da sempre: gestori cresciuti qui, che lavorano in quota da anni e hanno scelto di investire.
Quattro indirizzi di Pila nella guida
Sono La Stella di Pila, Alpenwood, Société Anonyme de Consommation e Yeti. I primi tre sono consorziati con L’Espace de Pila. Alcuni sono aperture recenti (la Stella al primo anno, Alpenwood da dicembre 2025), altri locali storici come lo Yeti, nato oltre trent’anni fa.
Il filo comune è chi li porta avanti: famiglie e professionisti legati a Pila da generazioni.
La Stella di Pila: tre fiocchi gold a 2.723 metri
È il riconoscimento più alto. La Stella di Pila, a 2.723 metri e a 30 minuti di telecabina dal centro di Aosta, ha ottenuto i «tre fiocchi gold» al primo anno di apertura.
È la valutazione massima della guida, riservata a chi supera i 90 punti su 100: in Italia l’hanno ottenuta cinque strutture e, in Valle d’Aosta, solo la Stella.
L’edificio, progettato dallo studio De Carlo Gualla sul disegno della rosa dei venti, sorge in un’area protetta. Dalle terrazze e dal Panoramic Bistrot & Bar lo sguardo abbraccia la conca di Aosta, la valle di Cogne, il Monte Bianco, il Cervino, la Grivola e il Monte Rosa.
La cucina è affidata a SkyWay Monte Bianco, con un buffet alpino in monoporzioni costruito sui sapori valdostani.
Telecabina e struttura sono senza barriere architettoniche, quindi accessibili anche a famiglie, anziani e persone con disabilità motoria. Con l’apertura estesa fino a maggio, la quota resta raggiungibile anche in primavera.
Per Davide Vuillermoz, presidente di Pila SpA, il premio riconosce un modello fondato su territorio, accessibilità e capacità di fare rete, ma la Stella è soltanto «la parte più visibile di un cambiamento che riguarda tutta Pila».
Alpenwood: il locale dell’infanzia, ricostruito in legno
A Chamolé, a 2.250 metri, Alpenwood ha aperto a dicembre 2025 al posto de La Baraka, dove Corrado Besenval e Luca Frutaz si fermavano da bambini dopo aver imparato a sciare a Pila. Il nome nasce dalla pista Renato Rosa, che parte accanto al locale e che per loro era «la pista del Bosco»: in inglese wood significa sia legno sia bosco.
I due soci sono costruttori in legno da cinquant’anni e hanno seguito il cantiere sul progetto dell’architetto Paolo Venturotti.
Il legno è protagonista di strutture, rivestimenti e arredi; dentro ci sono un camino sempre acceso e ampie vetrate sul paesaggio.
La terrazza prende il sole dall’alba al tramonto, la carta dei vini supera le 200 etichette e il sabato è dedicato all’après-ski.
«Abbiamo voluto ridare vita a un locale che ha accompagnato due generazioni», raccontano, «e nel frattempo abbiamo scoperto di saper fare anche i ristoratori».

Société Anonyme de Consommation: da stalla diroccata a cucina d’alta quota
Al Canalino della Nouva, davanti a un piccolo lago, c’era una vecchia stalla in rovina. Nel 2008 le famiglie Bottel e Dalla Zanna, che a Pila venivano a sciare, l’hanno trasformata in ristorante, con lo chef Federico Fava in cucina fin dall’inizio. Pietra, legno e proporzioni della baita sono rimasti, affiancati da ferro e vetro; davanti si vedono Monte Bianco, Cervino e Grandes Jorasses.
Al piano terra c’è l’osteria con cucina a vista, al piano di sopra una piccola sala con il camino. Si va dalla colazione con torte fatte in casa al pranzo dopo le piste, fino alla cena, con salita e discesa in gatto delle nevi.
In inverno in carta ci sono lo stinco di manzo a lunga cottura e la cipolla caramellata in sfoglia; in estate la polenta nel paiolo all’aperto.
I fornitori sono in gran parte valdostani: il prosciutto alla brace di Saint-Oyen, latte e Bleu d’Aoste della Centrale Laitière, la fontina di diversi produttori, i formaggi della Chèvre Heureuse di Saint-Marcel, le salsicce della macelleria Racchio di Fénis, la farina dell’azienda agricola Chappoz – Bonne Vallée di Donnas e le trote di un allevamento di Cogne.
La carta conta oltre cento etichette, con al centro i vini valdostani, affiancati da etichette italiane e da Champagne selezionati con Moon Import.
Yeti: dove comincia la giornata in quota
Lo Yeti si trova all’arrivo della telecabina da Aosta. L’hanno aperto oltre trent’anni fa i genitori di Katia Albanese, che oggi lo gestisce da titolare con il marito, lo chef Maurizio Iddas, e con Corrado Poratelli. Albanese è sommelier: nella carta dei vini le etichette valdostane dei produttori più noti stanno accanto a quelle dei piccoli vignaioli.
Da quest’inverno la colazione è a buffet, prima sosta per chi sale da Aosta e si ferma prima di andare in pista o sui sentieri.
Il locale cambia volto durante la giornata: al mattino sciatori ed escursionisti, a pranzo chi scende dalle piste e chi sale da Aosta o dalla Stella, la sera chi cerca una cena curata.
Tra gli abbinamenti suggeriti da Albanese, la fontina in tempura con un Metodo Classico valdostano, magari un Blanc de Morgex et de La Salle pas dosé.
Quando e come arrivarci
Alpenwood e Société Anonyme de Consommation non si raggiungono in auto: si sale con gli impianti, anche senza sci, e la sera si scende con il gatto delle nevi da Pila. Lo Yeti è raggiungibile anche in auto. I tre rifugi aprono a inizio dicembre e restano aperti fino ad aprile; La Stella di Pila apre da inizio dicembre a inizio maggio.
In sintesi
- La Stella di Pila: 2.723 metri, tre fiocchi gold, accessibile senza barriere architettoniche, aperta fino a inizio maggio
- Alpenwood: Chamolé, 2.250 metri, aperto a dicembre 2025, oltre 200 etichette di vino
- Société Anonyme de Consommation: Canalino della Nouva, cucina con fornitori valdostani, accesso con impianti o gatto delle nevi
- Yeti: all’arrivo della telecabina da Aosta, colazione a buffet, raggiungibile anche in auto
- Aperture: i tre rifugi da inizio dicembre ad aprile
FAQ
Quali strutture di Pila sono nella guida di Andrea Guolo?
La Stella di Pila, Alpenwood, Société Anonyme de Consommation e Yeti.
Cosa sono i «tre fiocchi gold»?
È la valutazione massima della guida, riservata a chi supera i 90 punti su 100. In Italia l’hanno ottenuta cinque strutture e, in Valle d’Aosta, solo la Stella di Pila.
Come si raggiunge la Stella di Pila?
In telecabina da Aosta, in circa 30 minuti dal centro. Telecabina e struttura sono senza barriere architettoniche.
Si può raggiungere Alpenwood in auto?
No, si sale con gli impianti, anche senza sci. La sera si scende con il gatto delle nevi.
Quando aprono i rifugi di Pila?
I tre rifugi da inizio dicembre ad aprile; la Stella di Pila da inizio dicembre a inizio maggio.
(S.R.)
Alpenwood: il locale dell’infanzia, ricostruito in legno